2017: nodi che vengono al pettine

A marzo in Consiglio Comunale la maggioranza ha approvato il Bilancio di previsione 2017-2019 e il Documento Unico di Programmazione, che illustra ciò che l’Amministrazione intende portare avanti quanto a servizi e proposta politica. Abbiamo portato alcune osservazioni, sottolineando come idee di inizio mandato che potevano introdurre novità interessanti non si siano realizzate. Qualche esempio: l’individuazione, tra gli eletti, di una figura che intercettasse bandi (anche piccoli, diciamo noi, non necessariamente su Lavori Pubblici o simili); la piantumazione di un albero per ogni nuovo nato, indicata come progetto che non si realizzerà, salvo poi sentire dall’assessore Pomari che non è detta l’ultima parola (smentendo quanto deliberato); le pari opportunità relegate a delega vuota (ma fa piacere sapere che ogni anno la consigliera Panceri partecipa a un convegno che la arricchisce molto, di cui la cittadinanza non ha notizia); percorsi formativi per le associazioni che… si dovranno svolgere internamente alle stesse.

Resta aperto il tema della RSA: da gennaio 2018, il Comune corrisponderà un canone d’affitto alla Parrocchia per l’uso di Villa Teruzzi, che non è più di proprietà dell’Amministrazione. Della nuova RSA (progetto da noi mai condiviso) ancora nessuna notizia. Vorremmo credere all’ottimismo del Sindaco che parla di tempi celeri e di più di un proponente interessato, ma dopo lo stralcio del precedente progetto risulta difficile. La permuta a monte di tutta la vicenda si dimostra ancora una volta una scelta incosciente.

Capitolo piscina. A maggio sapremo chi sarà il nuovo gestore per i prossimi 5 anni. Ne saranno trascorsi quasi due dalla chiusura definitiva, e speriamo davvero che la previsione di vederla di nuovo aperta a settembre, dopo tutti i controlli necessari, si realizzi. È però doveroso ricordare che l’Amministrazione non ha “deciso di farsi carico direttamente della riqualificazione”, per citare il commento semplicistico di un noto portale online cittadino. L’Amministrazione ha potuto avvalersi di fondi fino al 2015 non utilizzabili perché vincolati dal patto di stabilità, e lo ha potuto fare grazie a uno spazio lasciato dal Governo a tutti i Comuni.

Ultimo capitolo: l’ufficio stampa. Dopo che Fabio Ghezzi, che ne aveva l’incarico, è diventato assessore all’Urbanistica, il ruolo è risultato vuoto per mesi, e ora l’assessora Zaninelli se n’è assunta la responsabilità. Insomma, vien da chiedersi se non fosse un “servizio in salsa leghista”