A che gioco stiamo giocando?

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Il PD concorezzese esprime il proprio sconcerto per la notizia che a Concorezzo si terrà un evento intitolato “La famiglia. Difendere la famiglia naturale dalle insidie dell’ideologia gender”. Innanzitutto per il fatto che si definisca a grandi lettere “convegno” un evento di mera propaganda politica. Qualsiasi convegno nel proprio titolo pone un quesito, uno spunto di riflessione che sarà poi oggetto di argomentazione e di confronto tra i partecipanti. In questo caso alla base c’è un’idea ben precisa di come debba girare il mondo. E allora a cosa serve discutere? A sentirsi forti parlandosi addosso?

Il secondo aspetto sconcertante, forse più del primo, è che il Comune abbia deciso di dare il proprio patrocinio a un evento così confezionato. Per carità, senza oneri finanziari, ma con un preciso messaggio: questa Amministrazione sostiene questo genere di iniziative, non altre, e le promuove presso i cittadini. Non ci sarebbe stato nulla da obiettare se fosse stato proposto un vero dibattito, con tutte le opinioni rappresentate. Allora sì che i cittadini avrebbero ricevuto un servizio sensato da parte di chi governa. Qui ci troviamo piuttosto di fronte a una presa di posizione estremista: una sola idea, giusta e incontrovertibile.

Cosa dire poi del fatto che il moderatore della serata, Fabio Ghezzi, sia anche l’ufficio stampa del Comune? A che titolo si è prestato o gli è stato chiesto di presenziare? Proponiamo allora che, in quanto giornalista, sia messo a disposizione di tutte le associazioni concorezzesi che abbiano bisogno di questa figura per i loro eventi. Ma forse è stato scelto molto semplicemente per le sue simpatie leghiste, dato che il primo relatore del “convegno” sarà nientemeno che Massimiliano Romeo, consigliere regionale di cui nel manifesto viene taciuta l’appartenenza politica

E se pensate che sia finita qui, purtroppo dobbiamo deludervi: l’invito a consiglieri e assessori è arrivato, in rappresentanza della sconosciuta “Associazione Atena”, da Riccardo Mazzieri, capogruppo della Lega Nord nel Consiglio Comunale concorezzese. Passino i Giovani Padani, che si spacciano da anni per associazione culturale ma altro non sono che il raggruppamento giovanile leghista, ma questo è davvero troppo, anche dal punto di vista della comunicazione: questa associazione non ha altri membri che avrebbero potuto comunicare la stessa cosa, magari tramite la segreteria del Comune? Tutto questo a riprova dell’impronta fortemente politica di una serata come questa. I nostri dubbi sono poi confermati dall’ultimo numero dell’informatore comunale, in distribuzione nelle case dei concorezzesi. Proprio la Lega Nord sfrutta tutto lo spazio a disposizione per sparare a zero in modo sconclusionato sulla richiesta che l’Europa ha fatto ai singoli Paesi di adeguare le proprie norme per il riconoscimento dei diritti alle coppie LGBT.

E inoltre, dove sono a Concorezzo i partiti che sostengono queste tesi? Lega Nord in primis, ma con lei i buoni alleati di Forza Italia e NCD? Dove sono, dopo essersi visti all’interno dei simboli elettorali un anno fa? O forse è troppo rischioso metterci la faccia ed è meglio inventare associazioni che si spaccino per “culturali” quando il loro scopo è una pura e semplice propaganda omofoba?

Non possiamo infine tralasciare un commento sui saluti che verranno portati dall’assessore alla cultura Ardemani. Non dimentichiamoci che l’altra delega che le è stata affidata è quella all’istruzione. E con i tempi che corrono (vedi il “bando dei libri” a Venezia), speriamo di non doverci indignare anche per altri motivi.

Da parte sua, il Partito Democratico, organizza all’interno della Festa de l’Unità che si terrà in Villa Zoja a fine mese, un dibattito serio sul tema delle unioni civili. L’appuntamento è per venerdì 31 luglio alle 18.30 con l’onorevole Micaela Campana, il segretario provinciale Pietro Virtuani e Viviana Bruno, presidente dell’associazione Meladailabrianza.