Affare piscina: ci risiamo!

26-piscina-concorezzo-centro-sportivo-insportÈ con grande stupore che il Partito Democratico ha accolto il comunicato stampa a firma dei consiglieri CDC Marco Mariani e Cristina Panceri apparso su Concorezzo.org mercoledì 1° ottobre, dal quale si evince che il loro scritto è stato dettato dalla malafede o dall’ignoranza.

I consiglieri scriventi ignorano infatti (o forse sono stati malamente informati) cosa è realmente successo dal 2001 a oggi sulla “questione piscina” e, più nello specifico, cosa è stato fatto dal 5 ottobre 2006 a giugno 2009 dall’ex assessore Magni (oggi consigliere).

Com’è noto, nel 2001 il Consiglio Comunale ha prolungato il termine naturale dell’allora vigente convenzione con il gestore della piscina, posticipando la scadenza dal 2004 al 2014 a fronte di una serie di impegni e interventi da attuare (da ambo le parti).

Nella proroga del giugno 2001 le parti si impegnavano, ciascuna secondo competenza, a realizzare le opere indispensabili al rilascio del Certificato Prevenzione Incendi (CPI) entro il 31 dicembre 2002. Lavori non realizzati.

Quanto all’operato dell’ex assessore Magni, questi ha dato inizio alle opere di adeguamento alle norme di sicurezza e antincendio nei vari plessi scolastici nel mese di giugno 2007 con stanziamenti (242.000 euro) fermi dal 2001. Nei lavori effettuati in tale occasione non erano tuttavia previsti gli interventi di compartimentazione e il nuovo anello esterno antincendio presso la palestra e la piscina, che necessitavano di un ulteriore progetto e relativo stanziamento di bilancio.

Sempre nel corso del 2007 numerosi incontri si sono tenuti tra il Comune e il concessionario della piscina con la presenza sia degli amministratori che dei tecnici e dei funzionari di entrambe le parti per discutere sia della “questione CPI” sia dell’ipotesi (proposta dal concessionario) di “restituire” i campi polivalenti di nuova realizzazione (aperti al pubblico nel marzo 2003) il cui fondo risultava essere insoddisfacente tanto per il gestore (che poteva affittare gli spazi a fatica) che per le varie società sportive aderenti al CASC (che infatti sottoutilizzavano il campo polivalente coperto rispetto al monte ore messo loro a disposizione in convenzione) previa estinzione anticipata da parte del Comune del mutuo acceso dal gestore per la realizzazione a suo tempo dell’opera o il rifacimento dei fondi dei campi con materiali idonei allo scopo.

A fronte di tale richiesta/proposta, che prevedeva una modifica integrale della convenzione in essere, diversi mesi sono trascorsi – invano – alla ricerca di una nuova formulazione della convenzione che portasse alla realizzazione dei lavori necessari al conseguimento del CPI.

Tramontata l’ipotesi di una modifica della convenzione con il “riscatto” del campo polivalente o la sostituzione del manto insoddisfacente, l’Amministrazione Lissoni ha approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n° 18 del 28 marzo 2008 il “Programma dei Lavori Pubblici 2008/2010” contenente uno stanziamento di 100.000 euro (sul capitolo 4513 dell’elenco annuale 2008) dal titolo “Manutenzione straordinaria piscina e palestra scuole medie – completamento ripristini cementi armati – impermeabilizzazioni – adeguamenti antincendio” con la finalità di risolvere definitivamente il “problema CPI” intervenendo sulla porzione di immobile interessata.

Da giugno 2009 la “questione CPI” è passata in altre mani e da allora la soluzione deve ancora trovare attuazione. Solo il 29 settembre 2014 con una variazione di bilancio è stato “irrobustito” il capitolo stanziato nel 2008 dall’Amministrazione Lissoni portandolo dagli allora 100.000 euro (a fronte di una stima dei costi dei lavori di circa 80.000 euro) all’attuale cifra di 175.000 euro (cifra oggi necessaria secondo il progetto per realizzare le opere utili al rilascio del CPI).

In conclusione, il Partito Democratico e l’attuale consigliere Magni non hanno quindi nulla da nascondere o da tacere, visto che hanno fatto il loro dovere e hanno finanziato in larga parte gli interventi (ancora non attuati dopo 6 anni), lasciando – a onor del vero – alle amministrazioni che sono seguite una vecchia questione ancora aperta, ma anche i fondi necessari per intervenire in modo risolutivo.

L’attuale maggioranza consiliare che rivendica il coraggio di essersi assunta una (propria) responsabilità civile e penale con l’approvazione di un provvedimento illegittimo ai fini di garantire la continuità di servizio, non ha neppure saputo arrivare in aula consiliare con un numero adeguato e sufficiente di signori consiglieri (numero legale).

Tutto ciò dovevamo in replica al consigliere Cristina Panceri e al consigliere Marco Mariani (già presidente della commissione istruzione e sport della passata amministrazione Borgonovo) solo per rispetto della realtà dei fatti, della dignità e della storia passata di alcuni amministratori e per rendere tutti edotti (o almeno meno ignoranti) circa la “questione piscina”.