Area Frette: l'(amaro) epilogo

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area_fretteÈ arrivato il momento di chiudere, o meglio aprire il sipario sulla ex Area Frette. A Concorezzo nei prossimi anni le cose cambieranno, con l’arrivo di un’area commerciale di 3800 mq di superficie lorda, che tra le altre cose prevede l’apertura di un McDrive in tempi brevi, a cui si aggiungono 25.000 mq di edilizia residenziale. Il tutto è stato presentato in Commissione Urbanistica a metà settembre e in un’assemblea pubblica molto poco pubblicizzata a fine ottobre. “Presentato” è la parola giusta: gli acquirenti della parte commerciale ci sono già, dunque la possibilità di cambiare il progetto in modo significativo non c’è. La volontà politica nemmeno. E la Lega Nord sta già lanciando la campagna a sostegno dell’intera operazione, lieta di poter avere finalmente le sue ruspe. E probabilmente il peggior scenario urbano immaginabile.

Se gli ambienti residenziali dell’area saranno confermati, infatti, insieme al comparto 1 di via Kennedy sbloccato di recente si potrebbe arrivare a un aumento di quasi 1000 abitanti. Con quali infrastrutture ad accoglierli nel caso? Aspettiamo di vedere la variante di PGT a cui sta lavorando il neo assessore leghista Fabio Ghezzi, che pare essersi preso molto a cuore il nuovo incarico.

L’Amministrazione Borgonovo da anni va fiera di aver pressoché azzerato il ricorso agli oneri di urbanizzazione. Peccato avesse accettato, alla fine del 2010, 1 milione di euro dai proprietari dell’Area Frette, a fronte di nessun progetto preciso, azzerando di conseguenza ogni possibilità di contrattazione, pena il rischio di dover restituire i soldi incassati mandando a gambe all’aria il Comune di Concorezzo. Il progetto, poi, è cambiato svariate volte rispetto al Piano Integrato di Intervento, e appare sempre più nebuloso l’utilizzo della “stecca storica”.

Il sindaco Borgonovo ha detto più volte che è il mercato a determinare il PGT. E con 1 milione di euro incassato è sempre più vero e grave. Segno di una estrema superficialità nel valutare l’impatto delle proprie scelte amministrative e politiche, come testimonia l’“affare nuova RSA”, rispetto al quale, indipendentemente dai freni degli ultimi mesi, l’Amministrazione non ha rispettato nemmeno uno dei termini che si era data.

Altro aspetto da non sottovalutare sarà l’impatto delle nuove attività sul tessuto commerciale esistente. Strano che da parte dei commercianti del centro cittadino (che proprio nella capogruppo di maggioranza Della Bosca vedono un loro rappresentante) non sia arrivata la levata di scudi contro della decisione della Giunta. Assessore, sindaco e maggioranza si mostrano convinti e compatti, ma è evidente che l’obiettivo è quello di riuscire a far digerire alla cittadinanza un’operazione che potrà avere grandi ripercussioni sul commercio di vicinato concorezzese e sulla viabilità (in un Milanino già fortemente penalizzato dalle scelte dell’Amministrazione Borgonovo degli ultimi due anni).

Faremo quello che è nelle nostre possibilità di gruppo di opposizione per sottolineare le criticità dell’operazione, ma i giochi appaiono ormai fatti.