Concorezzo da rifare

Un’Amministrazione al secondo mandato dovrebbe lavorare “di fino” sulle basi gettate nei primi cinque anni di governo, soprattutto riguardo alle opere pubbliche, che non sono solo progetti più o meno grandi, ma spesso hanno un forte impatto sulla vita dei cittadini.
Se riguardo alla RSA la cittadinanza non pare preoccupata, a meno di avere un parente ricoverato presso Villa Teruzzi, lo stesso non si può dire per la piscina comunale. Sono tantissimi i cittadini colpiti dalla chiusura di un impianto che da decenni accoglieva i ragazzi in orario scolastico, accompagnava la riabilitazione di tanti, dava modo agli utenti con disabilità di vivere esperienze importantissime, permetteva di svolgere un’attività sportiva costante. La gara di assegnazione dei lavori è andata deserta e chissà quanto passerà prima di poter ripartire. Un’Amministrazione che si dimostra non in grado di gestire una situazione come questa, che si trascinava da anni, deve porsi più di una domanda. Se si considera che negli ultimi sei anni il settore dei Lavori Pubblici è stato guidato dallo stesso assessore in carica nel 2001, ai tempi della convenzione poi scaduta nel 2014, questo discorso vale ancora di più. Quanti disservizi dovranno ancora subire i cittadini, concorezzesi e non, prima che vengano presi provvedimenti adeguati?
Nel Consiglio Comunale dell’8 aprile 2014, l’assessore ai Lavori Pubblici Innocente Pomari affermò che uno dei nodi principali per il mancato accordo con InSport sulla realizzazione dei lavori necessari in piscina fosse un contributo richiesto annualmente all’Amministrazione. Vista l’evoluzione delle cose, viene da domandarsi come mai altri contributi annuali di entità ben maggiore siano stati ritenuti “giusti”: 110.000 € per dieci anni per il rifacimento del Campo Sportivo di via Pio X, 36.000 € alla parrocchia per la permuta tra Villa Teruzzi e l’ex Oratorio femminile. Se si pensa poi alla condizione delle strade, al Milanino con gli interventi lasciati a metà, agli arredi di via libertà logori dopo meno di un anno e mezzo, lo scenario è quello di madornali “errori di calcolo”.
All’inizio del secondo mandato dell’Amministrazione Borgonovo, l’assessore Pomari dichiarò: «Voglio finire quanto iniziato. Le priorità sono la Casa di riposo, il piano dell’illuminazione […] e la ristrutturazione della piscina. […] se non assolverò a quanto promesso, per mia responsabilità, come dovrebbe fare qualunque assessore, mi dimetterò». Crediamo che non ci sia altro da aggiungere.