Di nuovo in piscina, ma che fatica

Abbiamo atteso che venisse aggiudicata la gara per la gestione del centro natatorio di via Pio X prima di pronunciarci. Era giusto che tutto si svolgesse secondo le regole.

Non viviamo come una beffa il fatto che sarà InSport il nuovo gestore, è stato giudicato il miglior offerente e dovrà ricostruire la propria presenza sul territorio concorezzese, anche se essere un operatore già conosciuto e apprezzato potrebbe facilitargli le cose.

La piscina è rimasta chiusa per oltre due anni, dal 28 giugno 2015, e i motivi per cui all’epoca la proposta di Project Financing di InSport non è andata in porto sono ancora decisamente nebulosi, checché ne dica l’assessore Pomari dopo tutto l’entusiasmo con cui l’aveva accolta. Ma la vera domanda da porsi è: che cosa avremmo avuto (in più) in cambio?

Avremmo avuto una piscina nuova non solo internamente ma anche negli infissi, elemento che avrebbe sì allungato un po’ i tempi e fatto aumentare i costi (per l’operatore, però, non per il Comune) ma che avrebbe restituito un impianto con un’ulteriore importante miglioria. E la certezza di una gestione ventennale, con un operatore di livello e la possibilità di programmare davvero. I cittadini non avrebbero brancolato nel buio come è successo in questi lunghi mesi, soprattutto quando il bando per un Project Financing di iniziativa pubblica è andato deserto.

Oggi, a fronte di “una gara che ha messo in competizione gestori di centri natatori e non imprese edili”, come afferma con vanto l’assessore, si continua a parlare soltanto di cifre spese o risparmiate. E questo fa di per sé storcere il naso. Ma c’è di più: nel suo comunicato seguito alla gara, l’assessore Pomari somma in modo lineare il canone che il concessionario dovrà versare da qui al 2022, il valore stimato delle opere di miglioria proposte dall’impresa che ha effettuato i lavori in fase di gara e poi eseguite, il risparmio sul canone che altrimenti l’Amministrazione avrebbe versato (come avvenuto nei decenni precedenti, con un impatto minimo sulle casse comunali), il tutto per ottenere un totale con cui confrontare le spese sostenute con soldi pubblici e dire “Abbiamo risparmiato”. Una trovata, questa, semplicemente fantasiosa.

Sarebbe bastato affermare: “Siamo contenti di poter ridare ai cittadini un luogo di grande valore didattico e sociale, su cui siamo intervenuti dopo aver faticato e grazie all’apertura arrivata dal Governo centrale in deroga al patto di stabilità”. Ma a Concorezzo, si sa, ognuno racconta la storia che vuole.